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Livorno, circolano i primi nomi dal mercato, ma senza fideiussione è tutto inutile. LE ULTIME

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Nel post partita di Livorno-Pro Patria abbiamo avuto modo di sottolineare come la squadra, nelle condizioni in cui versa attualmente, rischi di non riuscire a mantenere la categoria. I problemi sono sia di natura numerica, visto che Dal Canto non ha a disposizione neanche 20 giocatori; sia per un discorso di qualità, considerando che dal centrocampo in su mancano giocatori in grado di fare la differenza.
Il profilo giusto sarebbe sicuramente Andrea Mazzarani che sta ancora aspettando la possibilità di essere tesserato dal Livorno, ma se non c’è un’accelerata si rischia di perdere anche lui che, oggettivamente, di più non può fare, dato che attende una mossa della società da settembre. In difesa, secondo Il Tirreno, interesserebbe il difensore Marco Baldan, classe 1993, in forza all’Arezzo, squadra in cui è stato allenato proprio da Dal Canto nella scorsa stagione. Secondo altre indiscrezioni interesserebbe anche Alessandro Provenzano, centrocampista classe 1991, di proprietà dell’Imolese, che sarebbe vicino agli amaranto grazie al lavoro di Nelso Ricci.
La questione è piuttosto chiara: le possibilità di rinforzare questa squadra sul mercato ci sono, proprio perchè c’è una buonissima disponibilità di giocatori, ma come sempre dipende dal budget.

E nel caso del Livorno, anche e soprattutto dalla fideiussione. Ieri è andata in scena un nuovo Cda, ma era legato più a questioni burocratiche che altro, quindi era impossibile pensare ad una svolta, che ci si augura arrivi sabato 16, giorno probabile per una nuova riunione.
Per la fideiussione ci sono due opzioni: una a cui sta lavorando l’AD Aimo e l’altra che riguarda Aldo Spinelli. L’ex patron dovrebbe “spostare” la fideiussione messa lo scorso anno per la Serie B, rendendola valida per questa stagione.
Dipende tanto dalla volontà e dalla intenzioni di Spinelli che sicuramente preferirebbe che questa nuova società iniziasse a camminare da sola, ma come sottolineiamo da mesi non può essere così.
Un’altra settimana di attesa.
Un’altra settimana di agonia.
Che i tifosi non meritano, ma ormai ci siamo quasi abituati.