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Pesca sportiva: il ‘caso Volpi’ e il futuro azzurro in bilico

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Un pluricampione italiano e del mondo con la reputazione messa fortemente in discussione dalla stessa federazione per la quale ha trionfato sui principali podi internazionali. E’ questa la paradossale situazione che sta vivendo Marco Volpi, livornese doc, 33 volte numero uno del mondo di pesca sportiva (specialità canna da natante) tra titoli individuali e a squadre: oggetto del contendere con la Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva attività subacquee e nuoto pinnato), che minaccia di non convocarlo in azzurro per diverso tempo, è il caso di cronaca che a fine novembre scorso l’ha visto suo malgrado coinvolto.

Volpi è stato colto in flagrante da un controllo della Guardia Costiera con 48 chili di orate pescati con canna e amo (un bottino ben al di sopra del limite dei 5 kg consentiti dalla normativa), al rientro da una giornata trascorsa al largo delle secche di Vada assieme al figlio (anch’egli già convocato nel giro azzurro a livello giovanile). quando il limite giornaliero era di cinque a persona.

Sulle colonne de Il Tirreno di oggi 14/12, il numero uno federale Ugo Claudio Matteoli, ha definito l’accaduto “un’indecenza”, aggiungendo che:

“Noi siamo contro il bracconaggio e certi episodi li stigmatizziamo e ovviamente abbiamo immediatamente segnalato l’accaduto alla procura federale e da ora in poi è materia loro, dei giudici. Come Fipsas non disponiamo di alcun potere sanzionatorio in questo senso, ma certamente possiamo fare delle valutazione in merito alla sua convocazione in nazionale. Ne discuteremo in consiglio federale e, in via prudenziale, potremmo anche escluderlo. Valuteremo anche gli eventuali danni di immagine”

Questa invece era le versione dei fatti del campione, affidata al racconto VIDEO dallo stesso Volpi

📸 FIPSAS