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Rugby: Mori, un’altra apparizione ‘azzurra’ ad alto livello. Con Lucchesi, premiato a Firenze

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Contro la Scozia, nel primo match di Autumn Nations Cup perso 17-28 a testa alta dall’Italia dopo aver condotto per gran parte del match contro la Scozia (settima forza del ranking mondiale), c’è stato ancora una volta spazio per Federico Mori. Il trequarti centro livornese, che a Firenze ha respirato anche un’aria decisamente familiare visti i trascorsi da raccattapalle e tifoso da giovanissimo in occasione della passate sfide dell’Italrugby allo Stadio Franchi, ha sudato in campo subentrando a Zanon al minuto 14 del secondo tempo, proprio nel momento della rimonta degli ospiti.

Terzo ‘cap’ in nazionale maggiore per il nipote d’arte di Fabrizio Mori, che si sta consacrando ormai ai massimi livelli internazionali. Alla vigilia della sfida peraltro era stato protagonista di una bella intervista, davanti alla telecamera dello staff stampa degli azzurri.

“Da quando ho iniziato a giocare a rugby il mio sogno è sempre stato quello di poter scendere in campo con la Nazionale.

Quando frequentavo l’Accademia Zonale, ho avuto l’opportunità di fare il raccattapalle a bordocampo.

Guardavo con ammirazione tutti i giocatori e speravo un giorno di essere lì insieme a loro in campo.

Ora avrò l’opportunità di giocare a Firenze con alcuni compagni che in quei momenti guardavo al di fuori del rettangolo di gioco.

E’ incredibile la sensazione che provo”.

E’ il cerchio che si chiude per il giovane ‘Chico’, appassionato di palla ovale da sempre

E a proposito dei raduni con la Nazionale maggiore e l’esordio con l’Italrugby:

“C’è stata tanta emozione e un bell’ambiente con staff e giocatori pronti a supportarsi a vicenda in ogni aspetto.

Abbiamo un gruppo molto valido e con giovani che hanno voglia di emergere.

Esordire in uno stadio, anche senza pubblico come l’Aviva, è stata una esperienza da togliere il fiato”

“Abbiamo lottato per un risultato diverso, non riuscendo a centrare il nostro obiettivo. Ma c’è una cosa che ci portiamo dentro: il sostegno di tutti. Giocatori in campo, in panchina, in tribuna e lo staff al completo hanno sempre fatto sentire la propria voce e passione per spronarci a dare di più. Impariamo una nuova lezione che ci servirà per il futuro. Proseguiremo la nostra preparazione con maggiore fiducia e grinta. Sempre #insieme ❤️🇮🇹 @italrugby: questo il pensiero di ‘Chico’ apparso sul suo profilo IG.


QUI L’INTERVISTA VIDEO INTEGRALE


Intanto, sempre alla vigilia del match con la Scozia, si era consumata una breve ma significativa cerimonia all’Hotel NH di Firenze. Dopo l’allenamento di rifinitura, lo staff della nazionale, con a capo Antonio Pellegrino, congiuntamente al comitato toscano della FIR ed alla presenza del capitano Lorenzo Bigi, ha premiato Niccolò Cannone, Gianmarco Lucchesi e lo stesso Mori, i tre atleti toscani entrati stabilmente nel giro della nazionale maggiore. In occasione della cerimonia, è stata simbolicamente consegnata a Lucchesi anche la maglia dei Lions Amaranto Livorno, il club con il quale, a 7 anni d’età, lo stesso tallonatore, classe 2000, ha mosso i primi passi nel mondo della palla ovale. Il tallonatore labronico, sempre come tesserato Lions, ha giocato per tre stagioni, dal 2015 al 2018, nel Granducato (la franchigia frutto del lavoro sinergico tra gli stessi Lions e gli Etruschi Livorno) e per due anni, dal 2018 al 2020, nell’Accademia FIR ‘Ivan Francescato’ (la squadra, impegnata nel campionato di A, nella quale sono attivi i migliori atleti under 20 italiani). Dall’estate scorsa, l’avanti livornese ha effettuato il gran balzo ed è passato nel Benetton Treviso, una delle due compagini italiane protagoniste nel Guinness Pro 14. Lucchesi è rimasto molto legato al club amaranto. Non ha nascosto, anche al momento di ricevere il premio e la maglia, il suo orgoglio di atleta rugbisticamente nato nei Lions.

📸 FIR