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Emergenza Covid: la guida per lo sport in ‘zona rossa’. Chiusi i centri sportivi

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La Toscana scivola in ‘zona rossa’. Purtroppo, i dati non confortanti dell’ultima settimana relativamente all’emergenza epidemiologica in atto nel nostro Paese, hanno spinto il Ministro della Salute Speranza a inserire anche la nostra tra le regioni considerate ‘più a rischio’ per quanto concerne il contagio da Coronavirus.

Dal 6 novembre scorso, cioè da quando l’Italia è stata suddivisa in nelle tre macro aree modulate secondo l’intensità delle chiusure e dei divieti, la Toscana è finita ben presto tra le regioni in lockdown quasi totale. E queste restrizioni ovviamente non fanno eccezione per lo sport, sia per l’attività agonistica, sia (a maggior ragione) per la pratica amatoriale.

Cosa cambia allora sotto quest’aspetto, a partire da domenica 15 anche sul territorio di Livorno e provincia? Ecco un breve specchietto riepilogativo, fatto salvo il fatto che “restano consentiti gli eventi e le competizioni, riconosciuti di interesse nazionale dal Coni e dal Cip, riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva. Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, partecipanti alle competizioni sopra citate sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli“.

  • Si può correre o fare jogging da soli (o con conviventi) , rispettando le distanze (almeno un metro se si incrociano altri runner). Nel corso della pratica, non serve portare con sé mascherina o autocertificazione ma è importante ricordare che l’attività non va necessariamente svolta nei pressi della propria abitazione (basta rispettare i confini del territorio comunale). Stesso principio vale per le uscite in bicicletta. Discorso leggermente differente, sotto il profilo del potenziale raggio di spostamento, per l’ “attività motoria”. In parole semplici, stiamo parlando della normale passeggiata. E’ consentita soltanto da soli (o con i conviventi) e “in prossimità della propria abitazione”. In questa casistica, non è necessaria l’autocertificazione ma occorre portare con sé la mascherina da indossare. Nel Dpcm è infatti scritto che si può svolgere attività motoria “purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie”.
  • I centri sportivi (comprese le palestre già sbarrate sin dall’entrata in fascia gialla e le vasche delle piscine sono offlimits solo per gli amatori, mentre i tesserati che stanno preparando la partecipazione a manifestazioni nazionali e internazionali vanno avanti) sono anch’essi costretti a chiudere temporaneamente i battenti. Niente allenamenti quindi, neanche in forma individuale e all’aperto, per calcio, basket, rugby, atletica (stop anche al camposcuola) e affini (ad esempio, il baseball), come invece era stata consentito sino ad oggi, malgrado il passaggio in fascia arancione la scorsa settimana.
  • Eccezione, i circoli di golf. Nelle FAQ della Federgolf aggiornate a dopo il Dpcm del 3 novembre scorso, si legge: “I circoli sportivi siti all’interno di una Regione posta in zona rossa non devono chiudere e possono svolgere attività dirette all’esecuzione di gare consentite e di sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, partecipanti a gare consentii”. Si possono organizzare gare di golf (non in coppia) e gli amateur possono andare in campo pratica e in gara. E’ possibile anche uscire dal proprio Comune per recarsi al circolo e giocare: l’unico vincolo è avere un handicap di gioco. Il Protocollo federale non prevede nella fase di gioco l’utilizzo del doppio guanto e della mascherina (fermo il rispetto del distanziamento sociale). La mascherina di protezione delle vie respiratorie è invece obbligatoria sempre quando non si pratica l’attività sportiva mentre non è permesso l’accesso agli spogliatoi dei circoli e il loro utilizzo.
  • Per i centri ippici invece, potranno continuare a recarsi presso le associazioni esclusivamente il personale del circolo ippico, utile all’accudimento dei cavalli e, in casi di necessità in accordo con i gestori del circolo ippico, i proprietari dei cavalli, limitando la propria permanenza per il tempo necessario per garantire il benessere del cavallo: stesso protocollo sperimentato durante il lockdown della primavera scorsa.
  • Per i circoli di tennis, sono consentiti solamente gli allenamenti degli atleti partecipanti alle competizioni di interesse nazionale, dunque tutti i tesserati agonisti FIT, sia all’aperto che al chiuso purché senza pubblico. Sono consentite ancora tutte le competizioni riconosciute di interesse nazionale dal CONI, dunque tutti i tornei individuali FIT: i tesserati agonisti sono autorizzati a iscriversi e a spostarsi per disputare ogni genere di torneo federale ma non è chiaro se possano varcare i confini comunali per svolgere invece allenamenti, qualora siano tesserati in un circolo fuori comune.