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Minimoto: Padovani si laurea vice campione italiano

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Il giovane centauro Gabriele Padovani si è laureato vice campione in occasione della finalissima del Campionato Italiano Minimoto CIV Junior, la cui ultima tappa stagionale è stata ospitata sul circuito di Adria. Un impianto tanto moderno quanto inedito e sconosciuto per il mini pilota livornese, al primo approccio sul tracciato in provincia di Rovigo e che ha pagato questo scotto, giungendo alla fine solo quinto di tappa. Un piazzamento non brillantissimo (era stato vincitore a Jesolo) che però non ha impedito al ragazzo di salire sul secondo gradino del podio in classifica assoluta.

Penalizzato anche da un meteo capriccioso che ha complicato non poco il compito dei piloti in pista: nella prima qualifica arriva un terzo posto ottenuto a fatica, poi Padovani scivola in quinta piazza in Q2 sotto la pioggia. Nuvole sparite poi alla vigilia della gara con gomme d’asciutto ma tornate a tradimento proprio al termine della gara precedente della junior B: l’entoruage labronico non riesce così a cambiare in pneumatici visto il poco tempo a disposizione. Ma l’ulteriore colpo di scena arriva con la comunicazione da parte della Federazione che opta per la cancellazione della gara, visti i margini di rischio troppo elevati considerato il contemporaneo e significativo peggioramento delle condizioni climatiche.

Alla fine quindi, per Padovani resta in ogni modo la soddisfazione per il titolo di vice campione tricolore, dietro il coetaneo Gabriel Tesini, per quanto riguarda la categoria Junior C:

“Sono orgoglioso del mio percorso fatto quest’anno, sono cresciuto professionale e ora vediamo cosa il 2021 ci offre. Mi piacerebbe gareggiare con le ruote alte, faremo qualche prova e poi decideremo. Ringrazio tutti gli sponsor, che credo in me che sono importanti, il motoclub Alfonsiracing, chi mi ha fatto i motori CSracing, il mio team RPracing favolosi come sempre, Paola della Scorpiotec per le bellissime tute, Jean della Bardahal  e se mi sono dimenticato qualcuno che mi scusi.”

📸 Gabriele Padovani