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Mori, una felicità formato nazionale maggiore

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Proprio nell’immediata vigilia del raduno dell’Italrugby dei ‘big’, il primo ritrovo degli azzurri della palla ovale dopo lo stop forzato per l’emergenza sanitaria legata al coronavirus, il livornese Federico Mori (invitato a sorpresa, alla pari dell’altro amico e concittadino Gianmarco Lucchesi) è stato intervistato dalla redazione del noto magazine online di settore, onrugby.it. Una chiacchierata a 360 gradi: dalla felicità per l’inatteso debutto in nazionale A ai rapporti molto stretti che lo legano alla sua famiglia di sportivi d’eccellenza.

Un passaggio, sul salto di qualità dalla nazionale under 20 ai ‘senior’:

“Non me l’aspettavo, è una sorpresa fantastica. Speriamo sia un solo inizio, e che aiuti me ed i compagni di Under con cui condividerò il ritiro a dimenticare la delusione per la cancellazione del Mondiale. Sicuramente è un enorme peccato non aver potuto competere nel contesto iridato.

Quest’anno, il secondo per me a livello Under 20, avevamo un ottimo gruppo, con atleti 2001 con grande qualità. C’era, anche forte coesione fuori dal campo, un aspetto non da sottovalutare. Avevamo iniziato alla grande il Sei Nazioni, con quel successo in Galles, mostrando di essere competitivi anche nelle altre gare. Perciò aspettavamo tanto questo torneo, davanti ai nostri tifosi e nel nostro paese. Volevamo divertirci ed ottenere il miglior Mondiale di sempre”.

E ancora, sugli obiettivi a breve-medio termine:

“L’anno scorso ho archiviato 3 presenze nel torneo celtico ad inizio anno. Quest’anno ne vorrei fare molte di più in maglia multicolor (con Parma, da permit player, ndr). E poi lo Scudetto (con Calvisano, club per cui è tesserato in TOP12, ndr). Peraltro da ottenere con un club che ho sempre seguito con affetto sin da piccolino, guardando tante partite dei gialloneri, su RaiSport, con in campo campioni del calibro di Alessandro Zanni e Leo Ghiraldini (…)

Il titolo di Campione è un traguardo che nelle giovanili, con Livorno e Granducato – a livello di Under 16 ed Under 18 – mi è sempre sfuggito di un soffio e la cosa un pizzico mi brucia”.

📸 Federugby