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Caos Livorno! Spinelli non proroga i contratti ad alcuni giocatori. Luci e Awua rinnovano

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La ciliegina al veleno sulla torta di una stagione amarissima. Come se non fosse bastato lo 0-2 contro il Venezia, coinciso con il record negativo del decimo stop casalingo dell’anno sportivo e praticamente con la condanna definitiva alla retrocessione in serie C, un’altra mazzata negativa ha colpito nelle ultime ore gli appassionati del Livorno. Un altro colpo duro da digerire per i tifosi amaranto è giunto infatti subito al termine dell’allenamento sostenuto dalla squadra nella mattinata odierna (martedì 30 giugno), quando tutti a tutti i calciatori in scadenza di contratto o in prestito è stato comunicato il ‘rompete le righe’. 

Una stagione disastrosa che si conclude nel peggiore dei modi…

Il Presidente Aldo Spinelli, considerata anche la situazione di classifica ormai compressa al 99,9 per cento (meno 12 dal 17esimo posto dopo 31 giornate), ha infatti preso la drastica decisione di non rinnovare gli accordi o chiedere un prolungamento del prestito a molti dei giocatori in rosa. In un primo momento si era parlato di ben 18 giocatori, ma nelle ultime ore capitan Andrea Luci e Theophilus Awua avrebbero prolungato per due mesi e non è detto che possano verificarsi le stesse condizioni per Plizzari, Del Prato e Seck. Gli altri sopravvissuti alla scure del patron genovese sono Bogdan, Di Gennaro, Agazzi, Porcino, Marsura, Murilo, Braken e Mazzeo, ovvero i nomi che sono legati da un contratto pluriennale. Una dozzina di elementi che dovranno essere integrati con i ragazzi della Primavera e del settore giovanile

Sulla questione, in queste ore, è stato sentito anche Federico Viviani, centrocampista classe ’92 che ha trovato poco spazio quest’anno, giunto all’ombra dei Quattro Mori in prestito dalla SPAL. Queste le sue impressioni, raccolte dai colleghi di Tuttomercatoweb.it

“La situazione è paradossale. Credo sia la prima volta in assoluto. La cosa era nell’aria da qualche giorno ma così è paradossale. Prima del lockdown mi avevano detto che sarei potuto restare a Ferrara. Poi mi hanno detto che dovevo rimanere per un mese, che erano contenti, per farmi giocare. Poi dopo il ko contro il Cittadella, mi hanno detto che il 30 giugno sarei stato libero”.

Una situazione, appunto, paradossale.

“Tanti giocatori sono rimasti a piedi. Luci, il Capitano, fino a stamattina non sapeva niente. Anche lui ha preso le scarpette al campo una volta andato via, ha svuotato gli armadietti”.

Riesce a spiegarselo?
“La situazione è paradossale però il Presidente dice di voler puntare su chi è di proprietà e sui giovani. Ok, lo capisco. Il problema è che lo hanno comunicato solo oggi: nessuno sapeva quel che doveva fare fino alla seduta di stamattina”.

Vi siete allenati e poi avete saputo di dover svuotare l’armadietto?
“Stamattina ci siamo allenati, sì. Sono passato a prendere le cose, poi ho finito la mia avventura a Livorno. Immaginate lo spirito… Noi che sapevamo di dover andar via, eravamo già in vacanza, purtroppo”.

(…)

Che aria si respirava nel gruppo?
“Ci parlavamo tra di noi ma nessuno sapeva niente. Anche il mister prima della seduta di stamattina non sapeva niente… Non capisco perché abbiano tirato avanti questa situazione. Nessuno mette in dubbio le scelte ma è la modalità a lasciarci perplessi. Non c’è stato preavviso, non c’è stata serietà da quel punto di vista. E’ stata una stagione disastrosa, siamo stati noi a scendere in campo, a far quel che abbiamo fatto e ci prendiamo le nostre responsabilità. Chi ha giocato e perso siamo stati noi, è giusto pagarne il prezzo ma la serietà e la professionalità nei confronti di chi lavora ci vuole. Sempre. Livorno è una piazza importante, non parliamo di una squadra di terza categoria, ma di un club di livello e merita rispetto”.