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Nella corrida di Stabia il Livorno tira fuori l’orgoglio e vince grazie ad una zampata di Boben

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La partita di questa sera a Castellammare di Stabia è l’immagine più eloquente della stagione del Livorno. Un primo tempo abulico, senza mai impensierire l’avversario e soprattutto dando l’impressione di essere una squadra senz’anima, sia nel gioco espresso che nel temperamento. Una situazione che abbiamo visto troppe volte nel corso degli ultimi mesi e che relega gli amaranto all’ultimo posto in classifica. E poi un secondo tempo di tutt’altra fattura: una squadra propositiva in attacco, che prova a fare il proprio gioco e risponde colpo su colpo all’avversario. Una squadra che non leva la gamba, a volte anche esagerando, ma che lotta su ogni pallone. Al di là delle lacune tecniche, che ci sono, sia chiaro. Un Livorno che abbiamo visto troppe poche volte in stagione e che ogni tifoso amaranto si sarebbe augurando di vedere in ogni campo.

🕒FP | #JSTLIV… e ribaltone fu 🔥Grande prestazione Amaranto che espugna il Menti di Castellammare di Stabia.⚽️ Calò 21'⚽️ Agazzi 58'⚽️ Marras 62'⚽️ Cissé 85'⚽️ Boben 93'

Pubblicato da AS Livorno Calcio su Venerdì 26 giugno 2020

LA PARTITA

Filippini conferma per otto undicesimi la formazione scesa in campo contro il Cittadella, le tre novità sono: Ruggiero sulla corsia di destra al posto di Del Prato che scala nel terzetto difensivo rilevando l’assente Di Gennaro, capitan Luci in cabina di regia, e non Viviani, e Marras al fianco di Ferrari in attacco, al posto di Mazzeo. Parte meglio la Juve Stabia che controlla il pallino del gioco grazie alle buone geometrie del duo Calò-Calvano e chiude nella propria metà campo gli amaranto che fanno fatica ad uscire affidandosi a numerosi lanci lunghi senza una vera e propria idea di gioco.

Al 21′ le vespe legittimano la predominanza territoriale e trovano il vantaggio, grazie ad una punizione di Calò che dalla lunga distanza beffa con una traiettoria insidiosa un poco reattivo Plizzari. Il Livorno non riesce minimamente a reagire e la prima frazione si conclude sull’1-0 locale. Nella ripresa Filippini passa dal 3-5-2 al 4-3-3 con l’ingresso di Marsura al posto di un acerbo Ruggiero, dà nuova linfa ai labronici che salgono con il baricentro e riescono ad imbastire qualche buona trama. Al 59′ Agazzi dribbla una avversario in area di rigore e con un tiro “alla Del Piero” sul secondo palo buca Provedel per il pareggio del Livorno, che nel giro di un minuto trova anche il sorpasso. Su un’imbucata di Del Prato, Marras scatta sulla linea del fuorigioco e col destro anticipa Provedel in uscita, nonostante una reazione di Ricci.

La partita si surriscalda e volano cartellini da una parte e dall’altra, ma gli amaranto sembrano poter controllare il vantaggio e riescono a tenere la Juve Stabia lontana dalla propria area difensiva. La gara cambia nuovamente all’84° quando Porcino entra duro su un avversario proprio davanti alla panchina del Livorno, per il signor Robilotta l’intervento è da rosso e i labronici rimangono in inferiorità numerica. Sulla seguente punizione, Plizzari sbaglia l’uscita e Cissè lo anticipa per il 2-2. Gli amaranto non si danno per vinti e si gettano all’arrembaggio con Murilo, che scappa via sulla destra, Ricci lo stende e rimedia il secondo giallo, ristabilendo così la parità numerica. Il Livorno è vivo fino alla fine e su un cross di Luci dalla sinistra si accende una mischia in area, il rimpallo premia Boben che col destro trova l’angolino per il 2-3 finale. Per il difensore sloveno è il primo gol in un campionato italiano.

COMMENTO

Il Livorno torna alla vittoria dopo il successo di Verona del 29 febbraio e lo fa ancora nuovamente lontano dal Picchi. La squadra giusta è quella del secondo tempo di oggi. Sia come assetto, perché in questo Livorno non può non giocare Marsura, per qualità e spunti offensivi che offre, in alternativa a Marras che nel primo tempo era decisamente troppo isolato. Sia come atteggiamento, giocatori pronti a lottare su un ogni pallone, una squadra che gioca in avanti e prova ad imbastire l’azione cercando di attaccare la profondità con i due esterni. Un centrocampo che è cresciuto alla distanza nel dinamismo di Agazzi e nella diga che Luci ha alzato davanti alla difesa, così come la difesa che ad esclusione delle palle inattive ha concesso poco ad una Juve Stabia davvero mediocre.

Il Livorno sale a 21 punti in classifica, a -11 dall’Ascoli e dai playout, con otto giornate dal termine. La salvezza sia chiaro rimane un’impresa a dir poco impossibile e dopo prestazioni come quelle di oggi, vedendo anche il livello degli avversari, i rimpianti non possono che aumentare. Martedì 29 al Picchi arriverà il Venezia: gli amaranto dovranno trovare il bis per provare a regalarsi almeno una speranza.

Una cosa è certa: avessimo sempre giocato contro la Juve Stabia saremmo in A.

Grinta, cuore e anche qualche “calcione”. Quanto avremmo voluto un Livorno sempre così battagliero.

Juve Stabia – Livorno 2-3
Juve Stabia (4-3-1-2): Provedel; Fazio, Troest (78′ Rossi), Allievi, Ricci; Calò, Calvano (59′ Canotto), Addae; Bifulco (64′ Elia); Cisse, Forte. A disposizione: Russo, Melara, Di Mariano, Di Gennaro, Izco, Germoni, Mallamo, Tonucci, Buchel. Allenatore: Caserta.
Livorno (3-5-2): Plizzari; Del Prato, Bogdan, Boben; Ruggiero (46′ Marsura), Agazzi, Luci, Awua (88′ Morelli), Seck (55′ Porcino); Marras (74′ Murilo), Ferrari (55′ Braken). A disposizione: Neri, Ricci, Coppola, Brignola, Trovato, Mazzeo. Allenatore: Filippini.
Arbitro: Robilotta di Sala Consilina
Reti: 21′ Calò, 58′ Agazzi, 60′ Marras, 85′ Cisse, 94′ Boben
Note: angoli 4-4, ammoniti Marras, Forte, Ruggiero, Cisse, Fazio, Calò, espulsi Porcino e Ricci recupero 0’+6’“