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Montagnani a S.Croce, un ‘lupo’ a caccia di successi

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Da avversario storico a lider Maximo di panchina e spogliatoio. Paolo Montagnani ha accettato una nuova sfida professionale, firmando per i Lupi Santa Croce, formazione che milita in serie A2 maschile d’ élite. L’erede di Cezar Douglas al timone dei biancorossi sarà l’allenatore del club sponsorizzato Kemas Lamipel per la stagione 2020-21.

Il tecnico livornese, classe 1968, salta quindi nuovamente in sella pochi mesi dopo le dimissioni date in anticipo (lo scorso gennaio) per incompatibilità di vedute nella breve ma intensa avventura professionale vissuta in Polonia con l’AZS Olsztyn dopo la stagione esaltante (A2 élite conquistata ai playoff) trascorsa a ‘ casa’ sino alla primavera 2019 con la Fonteviva Livorno. Montagnani chiude alla fine un cerchio che l’ha visto molte volte vicino ad assume i galloni di condottiero dei Lupi (trattative ci sono state nel recente passato tra il 2016 e il 2017, mai però andate in porto definitivamente) e soprattutto in molte più occasioni acerrimo avversario: nell’ultima stagione italiana, Montagnani ha inflitto addirittura un doppio dolore ai suoi nuovi tifosi (3-0 all’andata alla Bastia e blitz per 3-2 al PalaParenti).

ECCO IL NUOVO NOME PER LA PANCHINA⚪️🔴DIAMO IL BENVENUTO A #PAOLO #MONTAGNANI😍👉https://www.lupipallavolo.net/paolo-montagnani-il-nuovo-allenatore-della-kemas-lamipel.htm

Pubblicato da Lupi Santa Croce su Mercoledì 10 giugno 2020
Il post che ha annunciato l’ingaggio

“La mia storia con Santa Croce nasce da lontano, ai tempi di babbo Roberto (correva l’anno 1979, ndr): lì ha vinto uno storico campionato di serie B, portando per la prima volta la squadra in A. Il feeling quindi non si è mai interrrotto, anche se l’ho affrontata spesso da avversario e sempre facendo di tutto per batterla, anche in sfide ad alta tensione.

Personalmente però, è sempre stato piacere rivedere gli amici di vecchia data anche perché parte di quella vecchia dirigenza resiste ancora dietro le scrivanie dei Lupi.

Questo ha pesato molto sulla mia scelta, perché in un momento storico tanto delicato e di transizione per il nostro sport, con budget ridotti e ritstrezze economiche, trovare un ingaggio in A2 d’élite, vicino a casa e in un ambiente familiare e entusiasta, è un’occasione davvero rara.”

I primi pensieri del neo tecnico di Santa Croce

“Dovremo fare un gran lavoro sul mercato, comporre un gruppo giovane, con tanti giocatori toscani ma integrato da un paio di elementi di esperienza, per dare consistenza alla squadra – è lo sguardo rivolto al futuro del tecnico 52enne – Il tutto ancora la grande incognita dell’epidemia, dei possibili stop and go che ci potranno essere nel corso della stagione. Mi auguro di avere quanto prima il via libera da parte del Ministero e del Coni alle competizioni anche per gli sport di squadra e che, magari anche gradualmente, si riaprano i battenti dei palasport al pubblico. Giocare con i tifosi in un palazzotto storicamente ‘caldo’ come quello di Santa Croce è un fattore troppo importante, sperando che diventi il nostro fortino quanto più inespugnabile possibile….”