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Ruotolo, Melara e Lucarelli: ‘A’ Piacenza, il Livorno entrava in paradiso

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29 maggio 2004, Piacenza. Esattamente sedici anni fa. Una delle date più importanti e belle da ricordare nelle ultra centenaria storia amaranto.

Il Livorno di Walter Mazzarri, dopo aver battuto per 3-1 il Torino all’Armando Picchi, si apprestava ad affrontare al ‘Garilli’, il Piacenza di Gigi Cagni nella 44° giornata del campionato di Serie B. Il Livorno, vicinissimo alla promozione nella massima serie, era sospinto da migliaia di tifosi labronici che già dalla notte precedente avevano colorato la città emiliana di amaranto.


La sintesi del match curata da Granducato TV


Dopo un primo tempo concluso a reti bianche, il Livorno iniziò la ripresa con il piede sull’acceleratore: una percussione centrale di Ruotolo spezzò in due il centrocampo del Piacenza, per poi lanciare Vigiani sulla sinistra, il “Cavallo Alato” bruciò due difensori biancorossi e dal fondo servì un assist a rimorchio dove preciso e puntuale, Gennarino Ruotolo con l’interno destro mandò in estasi i tifosi livornesi. Al 57′ gli amaranto misero praticamente in ghiaccio la partita: una punizione dalla sinistra di Protti, vide un’uscita fuori tempo di Orlandoni e per Matteo Melara, sul secondo palo, fu un gioco da ragazzi mettere a segno lo 0-2. Nel finale ci fu l’occasione per Cristiano Lucarelli di mettere la ciliegina sulla torta: su un’imbucata di Balleri, il bomber, a centro area con il mancino, trovò la terza marcatura amaranto. Nel recupero ci fu anche il tempo per il gol bandiera di Beghetto, ma ormai per le migliaia di tifosi livornesi era già partita la festa, per un ritorno in serie A che la città aspettava in maniera spasmodica da 55 anni e in virtù del contemporaneo pareggio per 1-1 della Fiorentina a Catania, il sogno era incredibilmente diventato realtà.


La commozione del Pres Aldo Spinelli per l’impresa amaranto


Furono giorni e settimane di festa assoluta per la città, mai come in quegli anni abbracciata in una sinergia straordinaria con la squadra e con i suoi beniamini, da Protti e Lucarelli passando per capitan Vanigli, Balleri, Grauso, Doga e tanti altri. Anni e momenti stupenti, ormai lontani, che se paragonati alla situazione attuale sembrano davvero distanti anni luce. Nel corso di questi sedici anni, ci sono stati momenti davvero esaltanti e altri meno belli, ma comunque sia sempre vissuti nelle maggiori categorie del calcio italiano, dando lustro alla città e alla maglia amaranto. Una parte di storia che nell’ultimo anno, e nelle ultime settimane in particolare, sta vivendo le sue pagine più nere, con un futuro all’orizzonte che al momento si preannuncia nebuloso.

Fabrizio Pucci, telecronista della partita per Granducato TV, suggellò il successo amaranto al gol di Melara con una frase rimasta nella storia del nostro calcio: “non c’è più tempo per morire, riprendiamoci il nostro passato”.

Ecco. Il tempo per morire non è nemmeno adesso, difendiamo il nostro passato. Presente e futuro. Perché l’amaranto non appassisce mai.

📸 A.S. Livorno Calcio