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Serie B: ok per ripartire il 20/6 ma dubbi sul protocollo. Livorno in casa col Cittadella

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La giornata di ieri, mercoledì 20 maggio, a seguito del Consiglio Federale, ha segnato un po’ uno spartiacque per il calcio italiano: da un lato lo stop definitivo al calcio dilettantistico e dall’ altro la voglia di portare in fondo i campionati professionistici. Se il protocollo è facilmente applicabile in serie A e di difficilissima realizzazione in serie C, rimane nel limbo la serie cadetta, quella del Livorno.

Stando alle ultime novità la serie B dovrebbe ripartire il 20 giugno, con gli amaranto che giocherebbero a porte chiuse al Picchi contro il Cittadella e nei due mesi successivi disputerebbero dieci partite, così da chiudere questa tragica stagione calcistica, che al momento è ferma al derby perso contro il Pisa dell’8 marzo.

I DUBBI

Questo ovviamente accadrebbe salvo eventuali successive interruzioni. In caso di un nuovo stop per la ripresa del contagio, è stata avanzata anche l’ipotesi della disputa di playoff e playout, senza però ancora conoscerne il criterio. Non possiamo ancora stabilire, quindi, se anche il Livorno dall’ultima posizione potrebbe partecipare agli spareggi salvezza.

L’incognita principale è legata alla questione igienico-sanitaria. Il protocollo vigente, quello di aprile, prevede ripetuti tamponi e test sierologici, ritiri blindati, utilizzo esclusivo delle strutture di allenamento. Una prospettiva impossibile da realizzare nella serie cadetta, quindi per poter ripartire il 20 giugno e dare un senso a questo passo avanti del Consiglio Federale, servirà una modifica del protocollo da parte della Commissione Medica Federale. La Federazione sicuramente cercherà di mettere mano al protocollo per renderlo meno rigido, ma intanto alcune squadre, come il Livorno, non hanno ancora convocato i calciatori per allenarsi, ma prima o poi dovrà farlo.

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La ripresa del campionato porterebbe anche un aggravio dei costi di gestione, perché innanzitutto rischiano di saltare le trattative per la decurtazione degli stipendi, che potrebbe continuare per i mesi di aprile e maggio, ma non per luglio e agosto. Oltre questo c’è da mettere in conto che la logistica delle trasferte sarà molto più costosa, così come l’igienizzazione delle strutture che avrebbe un costo intorno al mezzo milione di euro. Spese difficili da sostenere per alcune squadre di serie B, non per il Livorno.

I riflettori adesso si spostano tutti verso il 28 maggio, giorno in cui è fissata la riunione con il Ministro Spadafora per decidere il futuro del calcio italiano, in particolare se potranno ripartire i campionati o meno. Il Livorno dal canto suo per rimanere in serie B può solo sperare nella riforma dei campionati, in particolare nell’opzione che vedrebbe una B a due gironi da 20 squadre.

Tra una settimana esatta, ne sapremo di più.