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Diamanti e Valiani a ruota libera sull’ultima stagione a Livorno. E la diretta su IG impazza…

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E’ ormai una moda consolidata quella delle dirette Instagram che i volti più noti dello sport italiano e mondiale hanno lanciato in questi noiosi giorni di quarantena per aiutare i tanti appassionati di sport a passare un’ora spensierata e ricca magari di retroscena sulla carriera o su alcuni eventi in particolare. Tra le più seguite in tema calcistico c’è quella tra Pirlo e Cannavaro, ma anche quella tra Soragna e Bargnani per parlare di palla a spicchi, mentre quella che più ha interessato i tifosi del Livorno è quella tra due ex giocatori amatissimi dai tifosi labronici come Alino Diamanti e Francesco ‘Ciccio’ Valiani.

Intorno alle ore 12 lunedì 30 marzo, infatti, i due, che sono grandi amici fuori dal campo, hanno trascorso un’oretta in compagnia dei loro followers ed hanno iniziato la simpatica diretta dicendo “fateci domande sulla stagione scorsa a Livorno”. E i tifosi amaranto non si sono fatti pregare due volte.

“La salvezza dello scorso anno è stato qualcosa di miracoloso – comincia Valianiun qualcosa che accade una volta su mille, sono stati fondamentali il pareggio di Foggia e la vittoria di Verona, se avessimo perso con i rossoneri sarebbe stata davvero dura”. Si concentra sui festeggiamenti invece Alino “al ritorno da Padova è stata festa grande: il giorno dopo mi sono svegliato con i dolori alle mani dai colpi che avevo dati sul vetro durante i cori. La lotta con Boben? Uno scontro tra titani”. E ancora sul viaggio di ritorno “una vera e propria Odissea. Forammo la ruota del pullman colpendo il cancello dello Stadio Euganeo, ma invece di fermarsi subito, l’autista proseguì fino all’autostrada. Che spese folli in quell’autogrill!”

Poi i due si fanno più seri parlando di questioni prettamente calcistiche: “Lo scorso anno la situazione di classifica era piuttosto difficile e giocare con quella pressione addosso per i giovani non era semplice, è stato fondamentale avere giocatori di una certa esperienza che davano coraggio anche agli altri compagni. Non c’era bisogno di fare la voce grossa, il gruppo era composto da bravi ragazzi, noi più “vecchi” davamo solo l’esempio e gli altri ci venivano dietro. Non facevamo neanche le multe, sono cose da ragazzini, se uno sbaglia basta dirlo”.

Arriva quindi una domanda definita interessante da Valiani: “Il più forte e il più scarso della squadra esclusi voi?”. Sul più forte si sbilancia subito il fantasista pratese: “Agazzi! E’ davvero un ottimo giocatore, che inserito in un contesto di spessore può realmente fare la differenza”, la pensa così anche il capitano della Pistoiese “…migliorava di allenamento in allenamento, un giocatore molto intelligente”, qui lo interrompe il 23 “intelligente sì, aveva capito che doveva recuperare palla e darla a me”. Risate generale. E sulla seconda parte della domanda: “Il più scarso non si può dire”.

E poi qualche aneddoto sulla stagione: “Alla festa salvezza in Capannina ho rotto il cofano della macchina di Gonnelli – confessa Alino ma tranquilli ho saldato il danno”, “ho ancora in garage le scarpe di Porcino” – aggiunge il numero 7 – e poi qualche appunto sui singoli “Dainelli un numero uno, Raicevic alternava grandi settimane a periodi bui”.

Tornando poi sulla stagione Diamanti chiosa così: “Per fare bene serve l’ambiente giusto, il contesto giusto, ma a tutti i livelli. Guardate il Cittadella, ogni anno fa grandi campionati con giocatori che magari non conosce nessuno, a volte i giocatori non sono messi nelle condizioni di far bene”, lo segue a ruota Valiani “…penso anche a questa stagione del Livorno, non la vivo direttamente, ma il valore della squadra non è da ultimo posto, i giocatori sono buoni”.

E qui arriva la domanda più attesa “Come mai non siete rimasti in amaranto?”. I due rispondono all’unisono: “La verità non si può dire, se la potessimo dire la diremmo”. E per finire un commento di Alino su Spinelli: “Il presidente può ancora fare grandi cose, dovrebbe avere le persone giuste a consigliarlo”, irrompe Ciccio “…magari Diamanti come direttore generale”. E il 23 si trova d’accordo.

Ma avremmo preferito averli in campo. Convinti che il risultato sarebbe stato diverso. Ma cosi non è stato. E cosi è, se ci pare. O anche no.