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Tanti auguri Andrea Luci, nostro capitano

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Nato a Piombino il 30 Marzo 1985, Andrea Luci è dal 2011 il capitano del Livorno, con cui ha recentemente superato il traguardo delle 300 presenze con la maglia amaranto, che gli valgono il secondo posto nella classifica all-time alle spalle dell’indimenticabile Mauro Lessi a quota 369.

Muove i primissimi passi su un campo da calcio nel Salivoli, per poi all’età di 11 anni passare alle giovanili della Fiorentina, ma pur essendo un punto fermo della formazione Allievi è costretto a cambiare squadra visti i problemi finanziari dei gigliati. Andrea arriva, quindi, a costa zero alla Juventus, dove gioca prima in Beretti e poi in Primavera, vincendo nel 2004 il prestigioso torneo di Viareggio, ottenendo anche la convocazione in Nazionale U19.

Finito il settore giovanile, inizia la propria carriera tra i “grandi” in Sardegna, con la maglia rossublu della Torres, con cui colleziona 22 presenze e segna due gol in C1. Un ottimo bottino che gli vale la chiamata al piano di sopra da parte del Pescara, dove si conferma come titolare della formazione biancoceleste. L’anno successivo si trasferisce all‘Ascoli con cui disputa 111 partite in tre anni, risultando uno dei punti cardine dei bianconeri in Serie B.

La stagione successiva (2010-2011) approda in amaranto con la squadra appena retrocessa dalla serie A, disputa un’ottima stagione che sarà l’inizio di una straordinaria storia d’amore con il Livorno. Da lì in poi infatti il Capitano si stamperà addosso la maglia amaranto e non la lascerà più fino ad arrivare ai giorni nostri. 311 presenze in dieci stagioni, di cui ricordiamo sicuramente la promozione in Serie A, di cui è stato uno degli elementi più importanti, suggellata dal primo gol nella massima serie, in casa contro il Cagliari. Poi ancora il gol decisivo in serie C contro l’Arzachena che è stato fondamentale nella rincorsa del Livorno per il ritorno in Serie B. Ma anche le retrocessioni, i momenti bui, quelli veramente difficili come abbiamo attraversato in questi ultimi mesi. Con un’unica grande costante. Lui c’è, sempre. E non è poco.

In attesa di giorni migliori, dentro e fuori dal campo.

Tanti auguri Capitano!